Team building imbarazzante: perché in tanti lo rifiutano (e cosa fare invece)
Chi lavora in azienda lo sa, anche senza bisogno di statistiche: molte esperienze di team building vengono vissute con imbarazzo, e in tanti dubitano che aiutino davvero. Non è cattiveria verso i colleghi: è che un professionista adulto riconosce subito un’attività pensata per nessuno in particolare.
Il problema non è il team building. È l’esperienza uguale per tutti.
Il trust fall, l’escape game, il tamburo d’acciaio: non sono attività sbagliate in sé, sono attività uguali per tutti — la stessa giornata proposta a qualsiasi azienda. C’è un segnale semplice per accorgersene: se la proposta arriva prima delle domande — chi parte, che gruppo è, cosa deve riportare a casa l’azienda — sta partendo dal prodotto, non dalle persone. E le persone se ne accorgono.
Chi sceglie l’esperienza ci mette la faccia. Per questo merita qualcosa di disegnato sulle persone vere del suo gruppo: è quella l’esperienza che il team si ricorda.
Cosa fare invece: un viaggio che vogliono vincere, non subire
L’alternativa non è «niente team building». È un’esperienza disegnata a mano attorno alle persone vere del tuo gruppo: un retreat, un viaggio, due giorni costruiti su chi siete. La prova del nove è una domanda sola: i tuoi questa cosa la vorrebbero vincere, o la subirebbero? Se la risposta non è ovvia, non è la cosa giusta.
È esattamente la differenza che racconto nella pagina dedicata alle aziende: il viaggio della tua azienda si disegna attorno alle persone che partono. Se l’evento è finito sulla tua scrivania e vuoi qualcosa che il team si ricordi davvero, parti da qui: Missi Viaggi per le aziende.
Firmato: Silvia Missiaglia — Missi Viaggi
Hai costruito il tuo viaggio da solo, con cura.
Ti regalo i 21 punti che guardo io prima di mettere la firma su un itinerario. Quasi tutti li spunti stasera, da solo, con una penna. Per gli altri ti spiego cosa guardo io, e perché da casa non si possono verificare.
Il prossimo viaggio lo disegniamo insieme?
Rispondo io. Non un centralino, non un algoritmo.